Messias:"Al Milan due anni bellissimi. Maldini e Massara...".

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L'ex rossonero Messias a Ultimo Uomo:"Al Milan è stato un po' diverso, sì. Mi sono dovuto guadagnare il mio spazio, meritare ogni cosa. Maldini, Massara e il mister Pioli mi avevano cercato e voluto fortemente, mi hanno aiutato tanto. Ma non è stato facile all’inizio. Io sono uno che parla poco della vita privata, ma a Milano sapevano delle mie origini e del fatto che quattro-cinque anni prima ero in Eccellenza, in Serie D. Ed è normale che la gente ci pensi, quando vai a giocare in una squadra come il Milan. Immaginavo di essere un tifoso, e lo potevo capire. Poi però si è andati oltre, ed è stato pesante: ci sono state addirittura delle minacce a me e alla mia famiglia da alcuni “tifosi” - che a dire il vero è sbagliato chiamarli così, perché quelli non sono tifosi, non c’entrano niente. L’arrivo è stato un po' complicato, insomma. Ma in realtà tutto il periodo al Milan ha avuto alti e bassi, anche se penso di aver dato un bel contributo per i risultati che abbiamo raggiunto, per vincere lo scudetto, per la semifinale. In quei due anni abbiamo vinto, abbiamo fatto bene, ma c’erano sempre critiche. Fa parte del calcio, comunque. Non devi farti influenzare da queste cose: testa bassa e pedalare, sempre. Ho vissuto due anni bellissimi a Milano, e questo prima di tutto grazie a Pioli, Massara e Maldini, che erano sempre presenti con la squadra, in campo e fuori. Anche quando non parlava, solo vedere Maldini lì a bordo campo, con quello che rappresenta, era una cosa importante per noi; e lo stesso vale anche per Massara, per come ti parla, ti sa dare serenità, è una persona dolcissima. Qualche mese fa, dopo essere venuto qua a Genova, ho avuto il piacere di parlare con lui, ci siamo incrociati in un albergo a Milano e abbiamo chiacchierato un po'. Sono dispiaciuto di come sono andate le cose, come ogni tifoso del Milan credo. Dopo tutto quello che hanno fatto, non è bello vedere Maldini e Massara andare via così; e anche Pioli, che nell'ultimo anno secondo me non ha vissuto un'esperienza bellissima, per quanto aveva dato al Milan. Se ho lasciato un bel ricordo? Penso proprio di sì. Adesso mi capita di incontrare per strada dei tifosi milanisti, e mi fanno sentire il loro affetto. È una cosa che ho dovuto conquistare sul campo e con il tempo: mi fa piacere, ne sono orgoglioso. Io ho fatto quello che potevo, ho dato sempre il mio massimo e credo che adesso i tifosi del Milan lo apprezzino".

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Zenos

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L'ex rossonero Messias a Ultimo Uomo:"
Al Milan è stato un po' diverso, sì. Mi sono dovuto guadagnare il mio spazio, meritare ogni cosa. Maldini, Massara e il mister (Pioli, ndr) mi avevano cercato e voluto fortemente, mi hanno aiutato tanto. Ma non è stato facile all’inizio. Io sono uno che parla poco della vita privata, ma a Milano sapevano delle mie origini e del fatto che quattro-cinque anni prima ero in Eccellenza, in Serie D. Ed è normale che la gente ci pensi, quando vai a giocare in una squadra come il Milan. Immaginavo di essere un tifoso, e lo potevo capire. Poi però si è andati oltre, ed è stato pesante: ci sono state addirittura delle minacce a me e alla mia famiglia da alcuni “tifosi” - che a dire il vero è sbagliato chiamarli così, perché quelli non sono tifosi, non c’entrano niente. L’arrivo è stato un po' complicato, insomma. Ma in realtà tutto il periodo al Milan ha avuto alti e bassi, anche se penso di aver dato un bel contributo per i risultati che abbiamo raggiunto, per vincere lo scudetto, per la semifinale. In quei due anni abbiamo vinto, abbiamo fatto bene, ma c’erano sempre critiche. Fa parte del calcio, comunque. Non devi farti influenzare da queste cose: testa bassa e pedalare, sempre. Ho vissuto due anni bellissimi a Milano, e questo prima di tutto grazie a Pioli, Massara e Maldini, che erano sempre presenti con la squadra, in campo e fuori. Anche quando non parlava, solo vedere Maldini lì a bordo campo, con quello che rappresenta, era una cosa importante per noi; e lo stesso vale anche per Massara, per come ti parla, ti sa dare serenità, è una persona dolcissima. Qualche mese fa, dopo essere venuto qua a Genova, ho avuto il piacere di parlare con lui, ci siamo incrociati in un albergo a Milano e abbiamo chiacchierato un po'. Sono dispiaciuto di come sono andate le cose, come ogni tifoso del Milan credo. Dopo tutto quello che hanno fatto, non è bello vedere Maldini e Massara andare via così; e anche Pioli, che nell'ultimo anno secondo me non ha vissuto un'esperienza bellissima, per quanto aveva dato al Milan. Se ho lasciato un bel ricordo? Penso proprio di sì. Adesso mi capita di incontrare per strada dei tifosi milanisti, e mi fanno sentire il loro affetto. È una cosa che ho dovuto conquistare sul campo e con il tempo: mi fa piacere, ne sono orgoglioso. Io ho fatto quello che potevo, ho dato sempre il mio massimo e credo che adesso i tifosi del Milan lo apprezzino".
Quanto manca a casa Milan. I lampioni sono abbandonati a loro stessi...
 

Swaitak

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L'ex rossonero Messias a Ultimo Uomo:"Al Milan è stato un po' diverso, sì. Mi sono dovuto guadagnare il mio spazio, meritare ogni cosa. Maldini, Massara e il mister Pioli mi avevano cercato e voluto fortemente, mi hanno aiutato tanto. Ma non è stato facile all’inizio. Io sono uno che parla poco della vita privata, ma a Milano sapevano delle mie origini e del fatto che quattro-cinque anni prima ero in Eccellenza, in Serie D. Ed è normale che la gente ci pensi, quando vai a giocare in una squadra come il Milan. Immaginavo di essere un tifoso, e lo potevo capire. Poi però si è andati oltre, ed è stato pesante: ci sono state addirittura delle minacce a me e alla mia famiglia da alcuni “tifosi” - che a dire il vero è sbagliato chiamarli così, perché quelli non sono tifosi, non c’entrano niente. L’arrivo è stato un po' complicato, insomma. Ma in realtà tutto il periodo al Milan ha avuto alti e bassi, anche se penso di aver dato un bel contributo per i risultati che abbiamo raggiunto, per vincere lo scudetto, per la semifinale. In quei due anni abbiamo vinto, abbiamo fatto bene, ma c’erano sempre critiche. Fa parte del calcio, comunque. Non devi farti influenzare da queste cose: testa bassa e pedalare, sempre. Ho vissuto due anni bellissimi a Milano, e questo prima di tutto grazie a Pioli, Massara e Maldini, che erano sempre presenti con la squadra, in campo e fuori. Anche quando non parlava, solo vedere Maldini lì a bordo campo, con quello che rappresenta, era una cosa importante per noi; e lo stesso vale anche per Massara, per come ti parla, ti sa dare serenità, è una persona dolcissima. Qualche mese fa, dopo essere venuto qua a Genova, ho avuto il piacere di parlare con lui, ci siamo incrociati in un albergo a Milano e abbiamo chiacchierato un po'. Sono dispiaciuto di come sono andate le cose, come ogni tifoso del Milan credo. Dopo tutto quello che hanno fatto, non è bello vedere Maldini e Massara andare via così; e anche Pioli, che nell'ultimo anno secondo me non ha vissuto un'esperienza bellissima, per quanto aveva dato al Milan. Se ho lasciato un bel ricordo? Penso proprio di sì. Adesso mi capita di incontrare per strada dei tifosi milanisti, e mi fanno sentire il loro affetto. È una cosa che ho dovuto conquistare sul campo e con il tempo: mi fa piacere, ne sono orgoglioso. Io ho fatto quello che potevo, ho dato sempre il mio massimo e credo che adesso i tifosi del Milan lo apprezzino".

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Quando c'era LVI le pizze arrivavano in orario. 100 volte superiore a chukuseghe
 

gabri65

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L'ex rossonero Messias a Ultimo Uomo:"Al Milan è stato un po' diverso, sì. Mi sono dovuto guadagnare il mio spazio, meritare ogni cosa. Maldini, Massara e il mister Pioli mi avevano cercato e voluto fortemente, mi hanno aiutato tanto. Ma non è stato facile all’inizio. Io sono uno che parla poco della vita privata, ma a Milano sapevano delle mie origini e del fatto che quattro-cinque anni prima ero in Eccellenza, in Serie D. Ed è normale che la gente ci pensi, quando vai a giocare in una squadra come il Milan. Immaginavo di essere un tifoso, e lo potevo capire. Poi però si è andati oltre, ed è stato pesante: ci sono state addirittura delle minacce a me e alla mia famiglia da alcuni “tifosi” - che a dire il vero è sbagliato chiamarli così, perché quelli non sono tifosi, non c’entrano niente. L’arrivo è stato un po' complicato, insomma. Ma in realtà tutto il periodo al Milan ha avuto alti e bassi, anche se penso di aver dato un bel contributo per i risultati che abbiamo raggiunto, per vincere lo scudetto, per la semifinale. In quei due anni abbiamo vinto, abbiamo fatto bene, ma c’erano sempre critiche. Fa parte del calcio, comunque. Non devi farti influenzare da queste cose: testa bassa e pedalare, sempre. Ho vissuto due anni bellissimi a Milano, e questo prima di tutto grazie a Pioli, Massara e Maldini, che erano sempre presenti con la squadra, in campo e fuori. Anche quando non parlava, solo vedere Maldini lì a bordo campo, con quello che rappresenta, era una cosa importante per noi; e lo stesso vale anche per Massara, per come ti parla, ti sa dare serenità, è una persona dolcissima. Qualche mese fa, dopo essere venuto qua a Genova, ho avuto il piacere di parlare con lui, ci siamo incrociati in un albergo a Milano e abbiamo chiacchierato un po'. Sono dispiaciuto di come sono andate le cose, come ogni tifoso del Milan credo. Dopo tutto quello che hanno fatto, non è bello vedere Maldini e Massara andare via così; e anche Pioli, che nell'ultimo anno secondo me non ha vissuto un'esperienza bellissima, per quanto aveva dato al Milan. Se ho lasciato un bel ricordo? Penso proprio di sì. Adesso mi capita di incontrare per strada dei tifosi milanisti, e mi fanno sentire il loro affetto. È una cosa che ho dovuto conquistare sul campo e con il tempo: mi fa piacere, ne sono orgoglioso. Io ho fatto quello che potevo, ho dato sempre il mio massimo e credo che adesso i tifosi del Milan lo apprezzino".

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Se ti capita di andare a portare un frigorifero a casa Fuffani, mettici dentro un 10-15 kg di tritolo, grazie. Mi raccomando, fagli un sorrisetto da idiota quando lo saluti prima di far scattare il timer.
 

Jino

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Comunque Messias pagato du spicci >>>>>>>>>> Chukucoso

Perchè è la chiara dimostrazione che di calcio bisogna capirne, ma sopratutto in campo non ci va il calciomercato, qualsiasi elemento che porti in rosa ci dev'essere poi dietro per forza un lavoro, non basta acquistare e buttare li.
 

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