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Ho sempre pensato che la storia sia ciclica e che alcuni eventi si ripetano , a tal punto che possono quasi essere previsti o immaginati, del resto lo disse qualcuno più intelligenti di me in tempi non sospetti, Giambattista Vico.
La Bibbia oltretutto è un ‘libro’ sempre attuale, indipendentemente che uno creda o meno, perché sempre quella è la natura umana e sempre gli stessi sono i sentimenti, gli istinti, i turbamenti che agitano la nostra anima.
Il calcio non è poi distante da questa ciclicità forse perché, a ben vedere, il calcio è proprio una bella metafora della vita.
Tifo Milan ormai con passione cosciente da 40 anni e quando sono capitati periodi bui per il mio Milan come quello attuale mi sono sempre rifugiato nella storia, quasi come fosse un porto di mare, per trovare rassicurazioni e nuove certezze nel futuro.
Perché le stagioni calcistiche, come quelle della vita, sono un po' prevedibili se i punti di riferimento sono stabili : e cosi nel ciclo di Capello eri certo che dopo un’annata negativa ci si risollevava, come era sicuro con Ancelotti che dopo una sconfitta ci sarebbe stata sempre la reazione forte del gruppo, ero altresì certo che con Allegri farci gol era durissima per tutti o che con Pioli i ragazzi sul campo avrebbero dato il sangue per la maglia.
Ma il mirino si potrebbe allargare e, senza pretendere di leggere il futuro sul fondo di una tazza di caffè, legge non scritta era che l’anno dopo il mondiale di calcio in serie A di sovente ci scappava la sorpresa o che in città come Roma, Milano , un po' meno Torino, almeno nel recente passato, dopo che lo scudetto lo vinceva una realtà l’anno dopo toccava all’altra compagine.
Perché noi italiani siamo fatti un po' cosi ,ci piace emulare e spesso troviamo energie mentali mossi da invidia e rivalità per quel che fanno gli altri.
Ma in questi giorni nemmeno la ‘storia’ ha risollevato il mio animo turbato perché questo Milan non è riconducibile ad alcun Milan del passato e non ci sono minimamente punti di riferimento tali che possano portarmi a intravedere un raggio di luce.
Questo Milan è sospeso in una bolla senza tempo e senza spazio : non sappiamo più chi siamo , da dove veniamo , verso dove andiamo.
A dire il vero c’è un parallelismo che colgo tra questo Milan e un qualcosa ma questo qualcosa esula dallo sport vero e trova realizzazione solo nel cinema, mi riferisco alla fortunatissima saga di Rocky campione di incassi al botteghino e tra i primi film in assoluto (forse il primo??) se si rapportano gli incassi alle spese sostenute.
La storia di Rocky è una propaganda americana per eccellenza con lo sport , la boxe, a far da motore ma come contorno abbiamo una passione che genera vagonate di milioni.
Rocky era un perfetto sconosciuto, un pugile dilettante di Philadelphia, a cui capita la grande occasione perché il pugile campione del mondo lo sceglie su un catalogo come avversario ideale di un incontro inusuale ma leggendario.
Perché l’America offre una possibilità a tutti. -cit-
Il primo incontro Rocky lo perderà ai punti, nella rivincita vincerà il titolo mondiale contro il coloratissimo Apollo Creed.
La saga è un continuo salire e scendere sportivo ed emotivo, un rialzarsi dopo una caduta con il protagonista che trova sempre la scintilla negli affetti familiari, l’amore per la sua Adriana su tutti.
Arriverà anche una fase nella quale Rochy sarà ingannato/protetto dal suo storico allenatore, per fargli mantenere il titolo mondiale più a lungo possibile , e sarà protagonista di incontri fondamentalmente fasulli.
Rocky ne verrà a conoscenza e perderà di colpo tutte le certezze mentali che uno sportivo non può non avere.
Una saga fortunatissima dove amore, amicizia , sport si intrecciano a doppio filo allo sport e arriva con questi semplici ingredienti al cuore di tutta la gente.
Ma quello era cinema…..
Il milan oggi è la versione calcistica di Rocky.
Presi dalla strada ci viene data la grande occasione, al primo giro non vinciamo ma al secondo centriamo uno scudetto incredibile.
Ci arriviamo perché abbiamo fame, cuore e anche talento.
Abbiamo gli uomini giusti al posto giusto e scattano le molle emotive giuste.
Dopo lo scudetto arriva la fase ‘fake’ nella quale veniamo ingannati e nella quale ci viene spacciato per sport quello che è solo show, business.
Addirittura abbiamo protagonisti che richiamano le macchiette della saga e lascio a voi gli accostamenti più esilaranti…
Il Milan oggi è una americanata, una saga che usa lo sport per vendere spettacolo e gioca coi sentimenti delle persone per arrivare al portafoglio di tutti.
Buoni pensieri, buone parole, buone opere la nostra filosofia per pensare a tutto ciò che è futile ma non è priorità sportiva.
Il milan è stato scelto su un catalogo perché , come suonava bene ‘lo stallone italiano’, suona benissimo AC MILAN per regalare show.
Il brand tira.
Rocky è andato in crisi quando ha realizzato che gli incontri non erano veri è che c’era gente là fuori che aveva più fame di lui.
Li ha provato la paura ed è stato umiliante per lui anche solo ammettere di avere paura.
Avremo noi da tifosi l’onestà di ammetter che è tutto cinema ?
Avremo noi la paura di perdere tutto?
O scatta la scintilla o è finita…
La Bibbia oltretutto è un ‘libro’ sempre attuale, indipendentemente che uno creda o meno, perché sempre quella è la natura umana e sempre gli stessi sono i sentimenti, gli istinti, i turbamenti che agitano la nostra anima.
Il calcio non è poi distante da questa ciclicità forse perché, a ben vedere, il calcio è proprio una bella metafora della vita.
Tifo Milan ormai con passione cosciente da 40 anni e quando sono capitati periodi bui per il mio Milan come quello attuale mi sono sempre rifugiato nella storia, quasi come fosse un porto di mare, per trovare rassicurazioni e nuove certezze nel futuro.
Perché le stagioni calcistiche, come quelle della vita, sono un po' prevedibili se i punti di riferimento sono stabili : e cosi nel ciclo di Capello eri certo che dopo un’annata negativa ci si risollevava, come era sicuro con Ancelotti che dopo una sconfitta ci sarebbe stata sempre la reazione forte del gruppo, ero altresì certo che con Allegri farci gol era durissima per tutti o che con Pioli i ragazzi sul campo avrebbero dato il sangue per la maglia.
Ma il mirino si potrebbe allargare e, senza pretendere di leggere il futuro sul fondo di una tazza di caffè, legge non scritta era che l’anno dopo il mondiale di calcio in serie A di sovente ci scappava la sorpresa o che in città come Roma, Milano , un po' meno Torino, almeno nel recente passato, dopo che lo scudetto lo vinceva una realtà l’anno dopo toccava all’altra compagine.
Perché noi italiani siamo fatti un po' cosi ,ci piace emulare e spesso troviamo energie mentali mossi da invidia e rivalità per quel che fanno gli altri.
Ma in questi giorni nemmeno la ‘storia’ ha risollevato il mio animo turbato perché questo Milan non è riconducibile ad alcun Milan del passato e non ci sono minimamente punti di riferimento tali che possano portarmi a intravedere un raggio di luce.
Questo Milan è sospeso in una bolla senza tempo e senza spazio : non sappiamo più chi siamo , da dove veniamo , verso dove andiamo.
A dire il vero c’è un parallelismo che colgo tra questo Milan e un qualcosa ma questo qualcosa esula dallo sport vero e trova realizzazione solo nel cinema, mi riferisco alla fortunatissima saga di Rocky campione di incassi al botteghino e tra i primi film in assoluto (forse il primo??) se si rapportano gli incassi alle spese sostenute.
La storia di Rocky è una propaganda americana per eccellenza con lo sport , la boxe, a far da motore ma come contorno abbiamo una passione che genera vagonate di milioni.
Rocky era un perfetto sconosciuto, un pugile dilettante di Philadelphia, a cui capita la grande occasione perché il pugile campione del mondo lo sceglie su un catalogo come avversario ideale di un incontro inusuale ma leggendario.
Perché l’America offre una possibilità a tutti. -cit-
Il primo incontro Rocky lo perderà ai punti, nella rivincita vincerà il titolo mondiale contro il coloratissimo Apollo Creed.
La saga è un continuo salire e scendere sportivo ed emotivo, un rialzarsi dopo una caduta con il protagonista che trova sempre la scintilla negli affetti familiari, l’amore per la sua Adriana su tutti.
Arriverà anche una fase nella quale Rochy sarà ingannato/protetto dal suo storico allenatore, per fargli mantenere il titolo mondiale più a lungo possibile , e sarà protagonista di incontri fondamentalmente fasulli.
Rocky ne verrà a conoscenza e perderà di colpo tutte le certezze mentali che uno sportivo non può non avere.
Una saga fortunatissima dove amore, amicizia , sport si intrecciano a doppio filo allo sport e arriva con questi semplici ingredienti al cuore di tutta la gente.
Ma quello era cinema…..
Il milan oggi è la versione calcistica di Rocky.
Presi dalla strada ci viene data la grande occasione, al primo giro non vinciamo ma al secondo centriamo uno scudetto incredibile.
Ci arriviamo perché abbiamo fame, cuore e anche talento.
Abbiamo gli uomini giusti al posto giusto e scattano le molle emotive giuste.
Dopo lo scudetto arriva la fase ‘fake’ nella quale veniamo ingannati e nella quale ci viene spacciato per sport quello che è solo show, business.
Addirittura abbiamo protagonisti che richiamano le macchiette della saga e lascio a voi gli accostamenti più esilaranti…
Il Milan oggi è una americanata, una saga che usa lo sport per vendere spettacolo e gioca coi sentimenti delle persone per arrivare al portafoglio di tutti.
Buoni pensieri, buone parole, buone opere la nostra filosofia per pensare a tutto ciò che è futile ma non è priorità sportiva.
Il milan è stato scelto su un catalogo perché , come suonava bene ‘lo stallone italiano’, suona benissimo AC MILAN per regalare show.
Il brand tira.
Rocky è andato in crisi quando ha realizzato che gli incontri non erano veri è che c’era gente là fuori che aveva più fame di lui.
Li ha provato la paura ed è stato umiliante per lui anche solo ammettere di avere paura.
Avremo noi da tifosi l’onestà di ammetter che è tutto cinema ?
Avremo noi la paura di perdere tutto?
O scatta la scintilla o è finita…